La casa editrice

Agorà Libreria Editrice nasce contestualmente alla libreria, e vede la propria origine nell’intento di sviluppare un approccio al libro che ne tocchi tutti gli aspetti del suo farsi, un'esplorazione artigianale che si appropria sia della forma che dei contenuti.
Un bisogno, per il titolare, di capire nel fare, di mettersi in gioco seguendo attivamente il libro, dal primo abbozzo alla vendita al dettaglio, dal manoscritto al dattiloscritto, dalla forma all’editing, dalla scelta della carta all’importanza della copertina, dalla scelta dei caratteri alla correzione di bozze, dalla legatura alla bandella, dalla presenza nel luogo di stampa alla corsa in legatoria, dal trasporto alla diffusione, fino alle dovute parole di presentazione di fronte al poco o tanto pubblico che si presenta.
Ma se questo è “il gioco”, esso si basa su un’idea precisa: il rapporto con il territorio, con la sua storia e la sua memoria, nel tentativo di valorizzare chi in esso studia, scrive, fotografa. Nascono così libri come “Bambini nel tempo”, “Con la valigia in mano”, “Modi de dir modi de far”, “Feltre”, “Transumanze”e “Memorie” di Angelo Michele Negrelli.
Se questo è l’asse principale, l’editore non disdegna però di toccare, dove convinto e con motivazioni particolari, la storia in generale, la poesia, la saggistica letteraria, la scienza, sempre però nel preciso desiderio di seguire ogni libro dall’inizio alla fine.
Con queste premesse, prende vita un catalogo di una cinquantina di titoli, cinque all’anno, a cui si aggiungeranno entro breve un “Dizionario Feltrino”, le “Memorie fotografiche” di Giovanni Frescura, un paio di volumi sull’emigrazione, un percorso fotografico nelle Comunità locali e possibilmente una collana di recupero delle pubblicazioni storiche locali.